progetto buongiorno                      

       

 

lavori dei bambini a.s. 2001/02

 

Buongiorno, Montecompatri!

   Good Morning, Montecompatri!                  

      Bonjour, Montecompatri!

         Dobro Jutro, Montecompatri!...

 

...giornale radio a cura dei bambini del prescuola!

 

Il servizio Prescuola è offerto alle famiglie degli alunni per la durata dell’intero anno scolastico.

A giorni alterni, i bambini partecipanti danno vita a una redazione che realizza un notiziario e lo registra su cassetta audio.

 

Il risultato è un “giornale radio” quasi quotidiano e di breve durata, composto di rubriche fisse e che può andare “in onda”, in differita, ovunque nella scuola.

 

I limiti propri alla “finestra” del prescuola:

·        brevità del tempo a disposizione

·        frammentarietà dell’esperienza

·        composizione disomogenea del gruppo (bambini che frequentano dalla I alla V elementare)

·        “geometria variabile” del gruppo (frequenza discontinua dovuta a esigenze famigliari variabili e occasionali).

rappresentano lo stimolo per costruire, in un’atmosfera di gioco ricca di implicazioni formative, un reale percorso di educazione alla comunicazione.

 

La sigla è registrata in tutte le lingue, comunitarie e non, dei bambini presenti nella scuola: italiano, inglese, francese, serbo, tedesco, spagnolo, greco, albanese, polacco; nel palinsesto si alternano rubriche fisse e variabili secondo le notizie del giorno e secondo le inclinazioni stesse dei bambini-redattori (dal mondo; dall’Italia; la scuola; lo sport; la televisione; la barzelletta del giorno; l’intervista a... ; le interviste impossibili).

 

Il lavoro quotidiano si articola in due momenti:

·      la “riunione di redazione” per la scelta delle notizie da “mandare in onda” (una per ciascuna rubrica);

·      le registrazione su audiocassetta del radiogiornale.

 

 

Questo lavoro, con semplicità e leggerezza, sviluppa l’interesse dei bambini per gli strumenti tradizionali d’informazione (a casa seguono radio e telegiornali; a scuola, è nata l’abitudine di dare uno sguardo ai quotidiani portati dall’insegnante, imparando a riconoscerne la struttura ed i contenuti) ed accresce la loro capacità di esprimersi in sintesi e con efficacia.

 

Carlo Alfieri